
Il presidente della Fondazione Bideri, Ferdinando Villevieille Bideri ha lanciato un appello affinchè Napoli diventi protagonista dell’iter di candidatura della canzone classica napoletana a patrimonio UNESCO.
Di seguito il testo dell’appello, ripreso dal quotidiano Il Mattino con un lungo articolo pubblicato domenica 21 giugno 2026.
LA CANZONE CLASSICA NAPOLETANA PATRIMONIO UNESCO
In margine alla presentazione dell’inventario dell’Archivio Bideri svoltasi il 19 giugno 2026 a Palazzo Carafa, il presidente della Fondazione Bideri ha dichiarato:
“Il Decreto di interesse culturale emanato dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania certifica il valore del nostro archivio, una raccolta unica che consente di ripercorrere la storia di capolavori come ‘O sole mio, Torna a Surriento e Maria Marì e di tante altre canzoni che da oltre un secolo continuano a essere eseguite e amate in tutto il mondo.
Questo riconoscimento assume oggi un significato ancora più rilevante alla luce della proposta di candidatura della canzone classica napoletana a Patrimonio UNESCO. Il decreto conferma infatti l’esistenza di un patrimonio documentario, editoriale e musicale di straordinaria consistenza, indispensabile per sostenere un percorso di valorizzazione che non può limitarsi alla dimensione simbolica ma deve fondarsi sulla conoscenza, sulla ricerca e sulla tutela delle fonti.”
UN PERCORSO CHE DEVE ESSERE PARTECIPATO
“Le prime iniziative promosse a sostegno della candidatura hanno evidenziato l’esigenza di una rappresentazione della canzone classica napoletana capace di coniugare divulgazione, rigore storico e piena consapevolezza del suo valore culturale.
Parliamo di una tradizione artistica con un preciso perimetro storico e culturale e che, per la sua specificità, può essere considerata un fenomeno identitario assimilabile a grandi tradizioni musicali come il blues, il tango o il fado.
Da oltre trent’anni la Fondazione Bideri opera in questa direzione attraverso attività di tutela, ricerca e divulgazione. Un impegno condiviso da altre importanti realtà del territorio, tra cui la Phonotype Record, la casa editrice La Canzonetta, la Fondazione Murolo, personalità come Salvatore Palomba, oltre a numerosi studiosi, musicisti, ricercatori e appassionati che negli anni hanno contribuito a custodire e trasmettere questo patrimonio.
La candidatura UNESCO potrà acquisire forza e credibilità soltanto attraverso un percorso partecipato e condiviso, capace di valorizzare il contributo delle istituzioni che operano in questo ambito.”
L’APPELLO ALLA REGIONE CAMPANIA E AL COMUNE DI NAPOLI
“Per questo rivolgo un appello alla Regione Campania e al Comune di Napoli affinché assumano un ruolo attivo nel percorso di candidatura.Il loro coinvolgimento è essenziale per trasformare una proposta culturale in una strategia di valorizzazione territoriale ampia e duratura.
Sarebbe auspicabile l’avvio di un tavolo di confronto permanente che riunisca tutti i soggetti interessati, con l’obiettivo di definire un programma organico di iniziative, studi, attività formative e azioni di promozione a sostegno della candidatura.
In questo contesto, lo svolgimento dell’America’s Cup a Napoli rappresenta un’opportunità straordinaria. La città sarà al centro dell’attenzione internazionale e potrà presentare al mondo non soltanto le proprie bellezze paesaggistiche e il proprio patrimonio monumentale, ma anche una delle espressioni culturali più originali e universalmente riconosciute della sua storia. Sarebbe importante, e in un certo senso dovuto, inserire la canzone classica napoletana nel racconto che accompagnerà l’evento.
La richiesta di riconoscimento UNESCO richiede tuttavia un lavoro di lungo periodo. Occorrono azioni strategiche fondate sulla creazione di spazi permanenti dedicati alla memoria della canzone classica napoletana, sul sostegno alla ricerca, sulla promozione di nuove interpretazioni e riletture in chiave contemporanea e, non ultima, sulla formazione delle nuove generazioni. Solo attraverso questo percorso il riconoscimento UNESCO potrà tradursi in un reale investimento culturale e diventare un asset distintivo dell’offerta culturale di Napoli e della Campania, evitando il rischio di ridursi a un risultato puramente simbolico.
La Fondazione Bideri è pronta a collaborare per la costruzione di un progetto condiviso, capace di produrre risultati concreti e duraturi per la tutela e la valorizzazione della canzone classica napoletana”

